L’ITALIA DEI CASTELLI

Difficile dire quanti castelli sorgano in Italia, dalle Alpi alla Sicilia.

La storia particolare del nostro paese, frammentato in una miriade di piccoli feudi, ha fatto sì che rocche, manieri e fortilizi sorgessero uno accanto all’altro, come simboli e strumenti di amministrazione dei poteri locali.

Armi e armature sono appese alla rastrelliera, mentre le guardie, sedute a tavola , giocano a carte in compagnia di alcune prostitute; nella sua bottega il sarto misura e taglia le pezze , il pane viene infornato, l’antico macellaio gira lo spiedo.

Sono le scene di vita quotidiana fissate nelle lunette del porticato sul lato est del cortile del castello di Issogene, in Val d’ Aosta, un raro esempio di pittura alpina dell’ epoca.

Il castello ha ospitato l’ imperatore Sigismondo e re Carlo VIII di Francia .

Baluardo medievale perfettamente conservato, la Rocca di Angera che domina l’ estremità meridionale del Lago Maggiore.

Si trova in posizione strategica per il controllo militare e commerciale della zona, che infatti fu sede di una base militare romana sul lago.

L’ abitato fu distrutto dai Visigoti, successivamente dai Franchi , quindi conquistato e ricostruito dai Longobardi, a cui si deve una prima edificazione della fortificazione sullo sperone di roccia che sovrasta il paese.

Uno dei manieri con la vista più superba in Europa, anche se la storia della rocca è legata soprattutto alla lotta fra le famiglie Visconti e Torriani per il dominio di Milano.

Oltre cinquanta armature perfettamente conservate, complete di armi e accessori , compongono il ” guardaroba di ferro dei conti” , la più grande armeria privata d’ Europa; tutti pezzi originali.

Questa sala è il vanto del Castello di Sluderno, in Val Venosta ,da mezzo millennio di proprietà dei Conti Trapp, che lo abitano ancora alcuni mesi all’ anno.

Il nucleo originario della costruzione era formato dal mastio, il muro di cinta e il palazzo.

Con l’ “avvento” dei Trapp , Castel Coira divenne una dimora rinascimentale e si arricchì di bastioni, terrazze e giardini; allo stesso periodo risale il loggiato , cuore del palazzo, collocato intorno ad un cortile interno.

Sulle pareti affreschi di animali tratti dalle favole di Esopo , insieme a creature fantastiche, mentre le volte sono affrescate con motivi floreali che non sono solo puro ornamento ma un modello originale per rappresentare l’ albero genealogico della famiglia.

Posto su un isolotto di origine vulcanica collegato al versante orientale di Ischia da un ponte lungo duecento metri, sorge il Castello aragonese, che ha rappresentato , per secoli, il rifugio per la popolazione contro i saccheggi di Visigoti, Ostrogoti Saraceni.

All’ interno trovavano posto gli alloggi reali e dei cortigiani, quelli per le truppe e dei servi e alla bisogna , quando incombeva il pericolo dei pirati era tutta la popolazione a rifugiarsi nel maniero.

Ogni maniero che si rispetti ospita il suo fantasma ma quello a Bardi ( Parma) ha una particolarità unica; pare che si sia lasciato fotografare .

Vero o falso che sia, lo scatto non può che essere quello di Moroello, il bel cavaliere che si tolse la vita al ritorno dalla guerra , una volta appresa la notizia del suicidio della sua amata Soleste.

Francesca Valleri