IL PRINCIPE SENZA CORONA DI FIRENZE

In una Firenze in pieno fermento politico e artistico, brillò una stella: Lorenzo De’ Medici.

L’era del Magnifico.

Fu tante ” cose” ,anche l’ ago della bilancia della politica italiana in un Quattrocento ostaggio di mire espansionistiche e alleanze.

Il principe senza corona, il protettore delle arti, come prima mai dopo, l’ appellativo il ” Magnifico” gli calzava a pennello.

Uomo astuto, ambizioso, pessimo amministratore del tesoro di famiglia ma i suoi investimenti per l’ arte ebbero il merito di rendere Firenze l’ epicentro del Rinascimento.

Investì il suo patrimonio per attorniarsi di letterati, artisti e poeti ma non si trattò solo esclusivamente di mecenatismo: era anche un’ abile mossa politica.

Capace di destreggiarsi fra le gonne delle dame e i brindisi all’ osteria, ha dato vita ad un mito imperante per secoli.

Generoso mecenate o genio della propaganda?

Abile banchiere o amministratore incapace?

Indubbiamente un grande politico che ha saputo mantenere un equilibrio fra i potentati italici e trasformare la propria epoca in una specie di età dell’ oro artistica ed economica.

Quando si trattava di lavoro alternava con facilità il pugno di ferro al guanto di velluto; probabilmente se fosse vissuto nell’ antica Roma sarebbe stato una via di mezzo fra gli imperatori Augusto e Nerone.

In politica interna collaborò con le famiglie filomedicee ma cercando il consenso dei ceti più bassi a colpi di feste, elargizioni e spettacoli, per usarlo come strumento di pressione nel braccio di ferro con gli aristocratici.

Perciò il popolo fiorentino lo amò e lo appoggiò sempre.

Un uomo che seppe sempre, diciamo così, vendersi bene!

Nei suoi oltre vent’ anni di governo della Signoria, il Magnifico, si dedicò alla protezione degli artisti portando avanti una politica culturale le cui committenze dirette giocarono un ruolo secondario.

In verità fu un ” aggregatore”, un uomo di cultura a tutto tondo piuttosto che un mecenate, dando con maestria, una precisa direzione alla produzione artistica fiorentina, preoccupandosi in prima persona di pittori e scultori; l’ esempio più ” nobile” la ” Scuola del Giardino” considerata la prima Accademia di Belle Arti in Europa, un laboratorio aperto a giovani talentuosi.

Lorenzo è stato l’ uomo della politica dell’ equilibrio che è riuscita a garantire la concordia tra le varie Signorie, un uomo audace nella diplomazia , che si rivelò fondamentale per tenere le redini del potere ,garantendo così a Firenze un ruolo di primo piano, un uomo ferrato nella politica.

Iniziò a trasformare la banca in un’ autentica holding internazionale, si dimostrò abile ” manovratore” e sfruttò le proprie ricchezze per tirare le fila della politca fiorentina.

Tradizione vuole che nella sua folta schiera di nemici, il ” Magnifico”, contasse due uomini di Chiesa.

Ma se Papa Sisto IV fu davvero una spina nel fianco, Il frate domenicano, Savonarola, rappresentò la leggenda antimedicea.

La Congiura dei Pazzi , ordita dai suoi oppositori, nel tentativo di mettere fine alla sua vita e che lo vide uscire ferito ai tempi di oggi risulta più che mai attuale.

Questo evento ai danni della famiglia Medici, nel quale perse la vita un membro, portò a conseguenze pesanti nella politica italiana sul finire del Quattrocento.

Corsi e ricorsi storici.

Francesca Valleri