FERRAGAMO E IL SANDALO INVISIBILE

Marylin Monroe sosteneva di sconfiggere la tristezza arrampicandosi su un paio di tacchi, Audrey Hepburn si recava a Firenze per farsi realizzare scarpe su misura: per entrambe un unico comune denominatore Salvatore Ferragamo.

Un passo indietro ci riporta nel 1914 quando il calzolaio (così si definiva lui stesso) si trasferisce in America e da lì a poco, notato da Hollywood, realizza modelli unici e meravigliosi per tutte le star più famose del cinema.

“È la scarpa che deve adattarsi al piede e non viceversa”.

Ferragamo e Audrey Hepburn

Possedeva un gusto ed estro eccezionale nell’intagliare scarpe come se fossero opere d’arte a tal punto da trattare l’arco plantare come un canovaccio su cui tracciare linee innovative. La creatività dei modelli, l’originalità e il savoir-faire tutto italiano si riversavano anche nella scelta dei materiali, preferibilmente naturali, come rafia, cellofan, corteccia di albero.

Un esempio per tutti l’indimenticabile e intramontabile zeppa in sughero: la Wedge.

sandalo sughero Ferragamo

Il materiale, una scelta mai banale

Questa scarpa e il suo creatore ci hanno lasciato in eredità l’assioma che anche il materiale più apparentemente inadatto ad un’industria del lusso può essere sapientemente e brillantemente modificato.

La ricerca si concretizza soprattutto dopo il suo rientro a Firenze, quando lascia la scena al ricamo in seta e cotone, al merletto e agli intrecci di paglia. A metà degli anni ‘30 si affaccia l’uso e l’impiego di fibre e tessuti inusuali come canapa e pelle di pesce.

Scelta connessa al clima di propaganda nazionalistica che si afferma durante il fascismo e che è rafforzata dalla politica di sanzioni economiche imposte al nostro paese.

Durante il secondo conflitto mondiale, la penuria di materiali di qualità obbligano la genialità di Ferragamo a nuove scelte ed intuizioni: sono gli anni della carta delle caramelle, delle fibre naturali come l’ortica, del feltro per i cappelli.

Sulla stampa estera si legge: “La calzatura italiana è stata diffusa in America in una superba edizione grazie all’iniziativa di Ferragamo le cui attività non si fermano per la scarsità di materie prime…lo spingono a forme nuove di sperimentazioni dalle quali ottiene nobili risultati…”.

Ferragamo e il suo iconico Sandalo Invisibile

Così fra artigianato, ricerca e visione, durante questi anni, si gettano le basi per il riconoscimento internazionale della moda italiana che ci regala il ‘sandalo invisibile’.

Il Sandalo Invisibile Ferragamo

Si tratta di un’idea nata per caso, o come si dice ai giorni nostri, un’opera di riciclo!

La lampadina pare si sia accesa dopo l’incontro di Ferragamo con un suo operaio di ritorno da una partita di pesca, con un grosso pesce catturato con un nuovo tipo di lenza fatta di nylon.

Quel “sandalo metafisico” (come lo definì Emilia Kunster Rosselli) gli valse l’Oscar della Moda nel 1947 e prende vita da quell’unico filo con il quale fu costruita l’intera mascherina. Passato più volte, da una parte all’altra, del petto di pianta, un listino centrale di vitello traforato, laccio al collo del piede, intersuola a zeppa di legno a forma di “F” rivestita di pelle, suola in cuoio…questo capolavoro rimarrà nella storia!

C’era una volta un sandalo trasparente, invisibile, quasi di cristallo come la scarpetta di Cenerentola, che racchiude ingegno, talento, creatività, coraggio .

“Presi un lungo filo di nylon e lo avvolsi intorno ad un tacco scolpito, come la poppa di un piroscafo”. (Salvatore Ferragamo)

Ferragamo Salotto Itinerante di Incontri
Salotto Itinerante di Incontri
(Francesca Valleri)